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Pistoia Volley La Fenice

Mosi: Il Comune ha capito il problema dell’Anna Frank

Venerdì 27 Settembre 2019

 

Riportiamo di seguito l'intervista che il nostro team manager ha rilasciato al giornalista di Pistoia Sport Cristiano Pennisi.

"Un passato eccelso come giocatrice, un curriculum stratosferico caratterizzato da tantissimi successi, ora il ritorno nella pallavolo con l’attribuzione di un nuovo incarico nel Pistoia Volley La Fenice: lo scorso 9 settembre Gianna Mosi ha fatto il suo ingresso nella società presieduta da Luciana Faralli in qualità di team manager.

Ma, nemmeno il tempo del benvenuto, che subito si è dovuta confrontare con il “problema dell’estate”, anche se si potrebbe dire “del secolo”, dal momento che si è manifestato anche in passato, ma stavolta in forma più accentuata, ovvero quello degli impianti, interessando inevitabilmente, tra le varie realtà sportive, lo stesso Pistoia Volley La Fenice.

Pur in uno scenario difficile, tutt’altro che completamente risolto, la prima squadra fuxia-blu militante in Serie B2, campionato che affronterà per la prima volta nella sua storia, sta svolgendo la preparazione, peraltro iniziata con grande ritardo per le ragioni sopra accennate, tra pochi spazi disponibili, discorso omologazione e spogliatoi non utilizzabili, giusto per citarne alcune.

Con Gianna Mosi, che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo fatto il punto sulla situazione dell’impiantistica relazionata al sodalizio fenicino in vista dell’ormai imminente debutto ufficiale nella quarta serie nazionale.

Gianna, quali sono le novità derivanti dal sopralluogo effettuato martedì 24 settembre all’Anna Frank?

«Dunque, il Comune ha compreso la situazione relativa agli accorgimenti da fare all’interno della palestra. Se ci fossero tutte le approvazioni necessarie, allora i lavori verranno svolti nell’arco di due-tre giorni entro l’inizio ufficiale del campionato. L’unico problema è il preventivo, del quale ancora non siamo a conoscenza, ma che dovrebbe essere reso noto a breve: dovremo valutare se sarà un costo che possa essere sostenuto dal Comune o, nel caso in cui non fosse così, se dovrà essere la società (La Fenice) ad accollarselo, compatibilmente alle proprie possibilità. Comunque, entro pochi giorni sapremo il tutto, anche perché entro il 30 del mese in corso dovremo comunicare alla Federazione eventuali spostamenti gare».

Quali sono le carenze strutturali dell’Anna Frank per i quali sono necessari i lavori di adeguamento?

«In relazione alla visita effettuata mercoledì 18 settembre dal responsabile regionale per il controllo delle luci dell’impianto di via Donati, non ci sono lux sufficienti per la disputa del campionato nazionale. Poi c’è il discorso delle ventole, necessarie per far funzionare il riscaldamento, di cui due posizionate sulle tribune e due sul rettangolo di gioco, che vanno risistemate perché l’attuale altezza minima non va bene. Perciò non abbiamo ancora l’omologazione per l’utilizzo dell’Anna Frank a causa dei due problemi appena spiegati, che sono, infatti, gli interventi che dovrebbero essere svolti in tempi utili prima dello start del torneo. Aggiungo anche altre due situazioni, magari di minore gravità, ma sempre da prendere in considerazione: la mancanza di un’infermeria, che però non è un qualcosa di obbligatorio, ma non ci sarebbero problemi a predisporla e poi la mancanza dei pali di ricambio della rete, che prima erano presenti, salvo poi essere stati portati via. E’ necessario averli, perché altrimenti in una situazione di gioco in cui sia necessario effettuare la sostituzione degli stessi, e non fossero disponibili, allora si rischierebbe di perdere la gara a tavolino».

Gianna, sono usciti gli orari per l’assegnazione delle palestre provinciali: com’è andata a La Fenice?

«Noi avevamo chiesto la possibilità di utilizzare per qualche ora alla settimana impianti più ampi in termini di dimensioni come l’Auditorium o la palestra dell’istituto Einaudi, spazi invece assegnati alle fasce minori del basket. A La Fenice sono state attribuite sette ore settimanali su cinque giorni alla palestra del Liceo Artistico Petrocchi, dove verrà fatto l’avviamento allo sport e si alleneranno le squadre giovanili. Per quanto riguarda la prima squadra, sono previsti tre allenamenti alla Monteoliveto (lunedì, giovedì, venerdì), mentre abbiamo soltanto due ore il mercoledì per l’Anna Frank, che è la palestra dove verranno disputate le partite ufficiali della B2. Segnalo anche che alla Monteoliveto, allo stato attuale, c’è il problema degli spogliatoi, che sono chiusi da circa 15 giorni, con le docce non funzionanti, però, ad ora, non sono state effettuate le riparazioni necessarie. Al termine di questa settimana chiederemo se sarà possibile utilizzarli nuovamente: si tratta di un disagio non indifferente per le atlete».

Gianna, c’è forse la sensazione che la pallavolo non sia presa molto in considerazione? C’è davvero la possibilità che La Fenice debba emigrare fuori città per le gare interne?

«Sì, credo che forse il volley da noi sia un po’ snobbato, ma non solo quello, mi viene in mente, per citare un’altra disciplina, anche il futsal. Evidentemente il basket e il calcio sono considerati in misura maggiore, anche se ho colleghi proprio nel calcio che mi dicono essere poco soddisfatti delle condizioni di alcuni campi da gioco. Questo mio pensiero è motivato anche dalle assegnazioni che sono state fatte: nel basket, a quanto pare, ci sono tante società ed ogni anno nasce sempre una nuova realtà. Credo che un paio d’ore all’Auditorium si potessero assegnare a La Fenice, con la prima squadra che ha bisogno di allenarsi in spazi grandi e, al contrario, costretta a farlo in impianti di dimensioni ridotte come la stessa Monteoliveto.

Per quanto riguarda la seconda domanda, se si dovesse presentare questa possibilità, a Pistoia non c’è niente a parte l’Anna Frank. Una possibile soluzione è Bardalone, un impianto che ha tutto l’occorrente per disputare gare di caratura nazionale, specialmente a livello di luci. Ulteriori alternative potrebbero essere il PalaMelo a Quarrata, quando verrà riaperto, in quanto non ci dovrebbe essere la sovrapposizione tra le nostre gare interne e quelle del Blu Volley. Forse il PalaBertolazzi di Montale, per il quale stanno aspettando i calendari definitivi. Abbiamo opzionato anche la palestra di Oste di Montemurlo, ma senza successo. Mentre per il PalaCarrara, a Pistoia, c’è il problema di un affitto troppo alto, per noi non fattibile».

Nel corso della tua carriera da giocatrice, in altre città hai trovato situazioni analoghe a quelle di Pistoia riguardo all’impiantistica?

«No, non ho trovato situazioni simili a quelle attraversate da Pistoia in questo momento. Mi viene in mente soprattutto il territorio emiliano, particolarmente ben attrezzato a livello di impianti, in ottima salute sotto questo punto di vista. Oggi, a Pistoia, il quadro generale delle palestre è davvero allarmante, non paragonabile di certo ai tempi in cui giocavo io, quando si utilizzava l’Auditorium. Penso che in altri posti limitrofi ci sia un contesto migliore rispetto a Pistoia: nella nostra città la situazione è sicuramente degenerata negli ultimi quattro-cinque anni».

Una battuta, uscendo dall’argomento principale, sullo stato di forma della prima squadra fuxia-blu in questo periodo di preparazione ed impegnata nel Trofeo Unipolsai…

«Il ritardo dell’inizio di preparazione ha sicuramente inciso sulla tenuta fisica delle ragazze e quindi nella prima gara a Cecina la squadra era parecchio imballata, avendo lavorato tanto con i pesi e fatto poco con la palla. Nella seconda gara, quella di Castelfiorentino, la squadra ha risposto bene: coach Tonini sta ruotando tutte le atlete a disposizione, comprese le più giovani aggregate dalla Seconda Divisione e che si stanno ben comportando. Ma, in generale, siamo soddisfatti dell’atteggiamento della squadra durante gli allenamenti: si tratta di ragazze devote al duro lavoro, che poi è la filosofia de La Fenice, e dedite al sacrificio. Non sarà facile il nuovo campionato nazionale, ci sono tante squadre attrezzate ed esperte come lo stesso Cecina, con cui abbiamo già giocato, che partiranno con il piede sull’acceleratore. Noi, una volta prese le misure del palcoscenico nazionale, dobbiamo puntare sull’esplosività che dovrà emergere nel girone di ritorno».